[Officium]
Feria VI infra Hebdomadam I post Epiphaniam

[Lectio1]
Dalla prima Lettera ai Corinzi 
!1 Cor 13:1-3
1 Se io parlassi le lingue degli uomini e degli Angeli, ma non ho la Carità, non sono che un bronzo sonoro o un cembalo squillante. 
2 E se anche avessi il dono della profezia, e conoscessi tutti i misteri e tutto lo scibile: e se avessi tutta la. fede sicché trasportassi le montagne, ma non ho la carità, sono un bel nulla. 
3 E se anche distribuissi in nutrimento dei poveri tutte le mie facoltà, e se sacrificassi il mio corpo fino al punto d'essere bruciato, ma non ho la carità, a nulla mi giova.

[Lectio2]
!1 Cor 13:4-10
4 La carità è paziente, è benefica: la carità non ha invidia, non si vanta, non si gonfia, 
5 non è ambiziosa, non cerca il proprio interesse, non si irrita, non pensa male, 
6 non gode dell'ingiustizia, ma gode della verità: 
7 scusa tutto, crede tutto, spera tutto, sopporta tutto. 
8 La carità non verrà mai meno: termineranno invece le profezie, cesseranno le lingue, la scienza avrà fine. 
9 Perché noi conosciamo imperfettamente e profetiamo imperfettamente. 
10 Ma venuto che sia ciò che è perfetto, sparirà ciò che è imperfetto.

[Lectio3]
!1 Cor 13:11-13
11 Quand'ero bambino, parlavo da bambino, ragionavo da bambino, pensavo da bambino. Ma fatto uomo, ho smesso quanto era da bambino. 
12 Noi adesso vediamo attraverso uno specchio, in modo oscuro: ma allora a faccia a faccia. Ora io conosco in parte: ma allora conoscerò come sono conosciuto io stesso. 
13 Ora poi rimangono la fede, la speranza, la carità: queste tre cose. Ma la più grande di esse è la carità.
