[Officium]
Dominica VIII Post Pentecosten

[Ant 1_]
Hai ascoltata, o Signore, * la preghiera del tuo servo di edificare un tempio al tuo nome.

[Oratio]
Signore, accordaci benigno, lo spirito di pensare e di operare sempre ciò ch'è retto: affinché, noi che non potremmo neppure esistere senza di te, riusciamo. a vivere secondo il tuo volere.
$Per Dominum

[Lectio1]
Dal terzo libro dei Re
!1 Kgs 9:1-5
1 Avendo dunque Salomone compiuta la fabbrica della casa del Signore e del palazzo reale e tutto quello che aveva desiderato e voluto fare, 
2 gli apparve il Signore una seconda volta, come gli era apparso a Gabaon. 
3 E il Signore gli disse: Ho esaudita la tua preghiera e le suppliche che hai fatte dinanzi a me; ho santificato questa casa che tu mi hai edificato perché vi mettessi il mio nome in sempiterno; e gli occhi miei e il mio cuore ci saranno in ogni tempo. 
4 Se anche tu poi camminerai dinanzi a me come camminò tuo padre con cuore semplice e retto, e farai tutto quello che t'ho comandato, e osserverai le mie leggi e i miei comandamenti, 
5 io stabilirò il trono del tuo regno sopra Israele in eterno, come promisi a David tuo padre, dicendo: Non mancherà un successore della tua stirpe che segga sul trono d'Israele.

[Lectio2]
!1 Kgs 9:6-9
6 Ma se mai voi e i vostri figli vi ritirerete dal seguirmi e dall'osservare i miei precetti e le cerimonie che vi ho ordinato, e invece andrete dietro agli dèi stranieri e li servirete e adorerete, 
7 io svellerò Israele dalla superficie della terra che gli ho dato, e rigetterò dal mio cospetto il tempio che ho consacrato al mio nome, e Israele sarà lo scherno e la favola di tutti i popoli, 
8 e questa casa sarà di esempio: chiunque le passerà davanti rimarrà stupito ed esclamerà e dirà: Perché il Signore ha trattato così questo paese e questa casa? 
9 E si risponderà: Perché hanno abbandonato il Signore Dio loro, che trasse i padri loro dalla terra d'Egitto, e sono andati dietro agli dèi stranieri, e li hanno adorati e serviti; perciò il Signore ha mandato su loro tutto questo male.

[Lectio3]
!1 Kgs 9:10-14
10 Passati di poi venti anni da che Salomone ebbe edificato due case, cioè la casa del Signore e la reggia 
11 (per cui Iram re di Tiro aveva somministrato a Salomone i legnami di cedro e di abete e l'oro di cui aveva avuto bisogno), allora Salomone diede a Iram venti città nel paese di Galilea. 
12 Iram allora uscì da Tiro per vedere le città dategli da Salomone, ma non gli piacquero, 
13 e disse: Son queste le città che m'hai dato, o fratello? E le chiamò il paese di Cabul, rimasto ancor oggi. 
14 Iram mandò ancora al re Salomone centoventi talenti d'oro.
14 Misit quoque Hiram ad regem Salomonem centum viginti talenta auri.

[Lectio4]
Dal libro di sant'Agostino Vescovo della Città di Dio
!Libro 17, c. 8 verso la metà
Certo, ci fu anche in Salomone qualche immagine di quanto doveva accadere più tardi, in quanto edificò il tempio, ebbe la pace presagita dal suo nome (Salomone in Latino vuol dire pacifico) e nel principio del suo regno si rese singolarmente degno di lode. Ma egli non era il Cristo nostro Signore, egli non faceva che rappresentarlo a sua volta nella sua propria persona e come un'ombra dell'avvenire. Onde certe cose che lo riguardano sembrano non essere state scritte che per annunziare (il Salvatore), profetizzando la sacra Scrittura nei fatti compiuti da Salomone e tracciando per così dire in lui l'immagine di ciò che doveva avvenire in seguito.

[Lectio5]
Difatti, oltre i libri delia storia sacra che descrivono il suo regno, c'è anche il Salmo settantuno che ha per titolo il suo nome. In esso sono dette tante cose che non possono assolutamente convenire a lui, mentre convengono a Cristo Signore nella maniera più sorprendente: onde è facile riconoscere in quello l'abbozzo d'una semplice rappresentazione, laddove in questo la presenza della verità medesima.

[Lectio6]
È noto infatti entro quali confini era ristretto il regno di Salomone: eppure, per tacere d'altro, in quel Salmo si legge: «Egli dominerà da un mare all'altro mare, e dal fiume fino all'estremità della terra» (Ps. 71,8); cosa che vediamo adempita in Cristo. Poiché la sua dominazione ebbe, come punto di partenza, le sponde del fiume, quando, battezzato e mostrato a dito da Giovanni, cominciò ad essere riconosciuto dai discepoli che, non contenti di chiamarlo maestro, l'appellarono ancora Signore.

[Lectio7]
Lettura del santo Vangelo secondo Luca
!Luc 16:1-9
n quell'occasione: Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: C'era un uomo ricco, che aveva un fattore, il quale fu accusato davanti a lui, di dissipargli i beni. Eccetera.
_
Omelia di san Girolamo Prete
!Lettera 151 ad Algasia, quest. 6 tom. 3
Se il dispensatore di una ricchezza iniqua è lodato dal Signore perché si è fatta una specie di giustizia coi frutti della sua iniquità; e se il padrone, leso nei suoi diritti, loda la previdenza dell'economo che sa provvedere ai suoi propri interessi sia pure con frode; quanto più Cristo, che non può risentire alcun danno ed è sempre inchinato a clemenza, loderà i suoi discepoli se useranno misericordia a quelli che crederanno in lui?

[Lectio8]
Infine dopo la parabola, aggiunse: «E io vi dico: Fatevi degli amici colla mammona iniqua». Ora non l'Ebraico ma il Siriaco chiama le ricchezze mammona, perché sono accumulate con mezzi ingiusti. Se dunque l'iniquità, per una saggia dispensazione, si cangia in giustizia; quanto più la parola di Dio, nella quale non c'è ingiustizia e di cui gli  Apostoli hanno ricevuto la dispensazione, sarà capace, saggiamente dispensata, di sollevare al cielo i suoi dispensatori?

[Lectio9]
Perciò soggiunge: «Chi e fedele nel poco» cioè nelle cose materiali, «è fedele anche nel molto», cioè nelle cose spirituali. E chi e ingiusto nel poco, cioè non mette a servizio dei suoi fratelli ciò che Dio ha creato per tutti, sarà ingiusto anche nel dispensare le ricchezze spirituali, non guardando, nel comunicare la dottrina del Signore, alla necessità,  sibbene alle persone. Ora, dice egli, se non sapete dispensare saggiamente i beni materiali e perituri, chi vi affiderà le vere ed eterne ricchezze della dottrina di Dio?
&teDeum

[Ant 2]
Disse il padrone al fattore: * È vero quel che ho sentito dire di te? rendi conto della tua amministrazione, alleluia.

[Ant 3]
Che cosa farò io, * ora che il padrone mi leva la fattoria? A zappare non gliela faccio, a mendicare mi vergogno. So ben io quel che farò, affinché, quando dovrò lasciare la fattoria, ci sia chi mi riceva in casa sua.
