[Officium]
Dominica XXII Post Pentecosten

[Oratio]
O Dio, nostro rifugio e fortezza: tu che sei l'autore stesso della pietà, ascolta le pie preghiere della tua Chiesa; e concedi, che quanto domandiamo con fede, l'otteniamo efficacemente. 
$Per Dominum

[Lectio7]
Lettura del santo Vangelo secondo Matteo
!Matt 22:15-21
In quell'occasione: I farisei ritiratisi. s'accordarono per cogliere in fallo Gesù nelle sue parole. Eccetera.
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Omelia di sant'Ilario Vescovo
!Commento su Matteo can. 23
Sovente i farisei si agitano, e non possono trovare in ciò ch'è occorso l'occasione di accusare Gesù. Niente infatti di difettoso poteva trovarsi nelle sue azioni e nelle sue parole; ma la loro malvagità li spingeva a proseguire le loro ricerche per scoprire di che accusarlo. Ché dai vizi del mondo, dalle superstizioni, dalle religioni inventate dagli uomini, egli chiamava tutti alla speranza d'un regno celeste. Ma forse poteva attentare al potere secolare, perciò gli fanno, per tentarlo, questa questione; se cioè si debba rendere il tributo a Cesare.

[Lectio8]
Egli conoscendo i più segreti pensieri del cuore (poiché non c'è niente di nascosto dentro l'uomo che Dio non veda) si fece portare un denaro, e domando ciò che vi fosse scritto e ciò che rappresentasse. I farisei risposero: Ch'era una moneta di Cesare. Ed egli disse: Di rendere a Cesare ciò ch'è di Cesare; ma anche a Dio ciò ch'è di Dio. O risposta veramente mirabile e oracolo affatto divino! Il Signore accorda sì perfettamente il disprezzo del secolo, e l'onore dovuto a Cesare, che obbligando di rendere interamente a Cesare quanta gli appartiene, scioglie le anime consacrate a Dio da tutte le cure e fastidi del secolo.

[Lectio9]
Poiché se non ci rimane nulla che sia di Cesare, noi non siamo più tenuti a questo dovere di rendergli il suo. Ma se siamo attaccati ai beni che dipendono da Cesare, se noi ricorriamo al suo potere e ci sottomettiamo a lui come dei mercenari che amministrano il patrimonio altrui; noi non possiamo lagnarci come di un'ingiustizia dell'obbligo di rendere a Cesare ciò che è di Cesare, ma si deve anche rendere a Dio ciò che gli è proprio, consacrandogli il nostro corpo, la nostra anima e volontà. Poiché da lui abbiamo queste cose, da lui provengono e lui le conserva : è giusto dunque, che noi le facciamo servire interamente al servizio di colui, da cui riconosciamo ch'esse devono la loro origine e il loro progresso.
&teDeum

[Ant 2]
Maestro, * noi sappiamo che sei sincero e che insegni la via di Dio con franchezza, alleluia.

[Ant 3]
Rendete dunque * a Cesare quel ch'è di Cesare, e a Dio quel che è di Dio, alleluia.
